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domenica 1 ottobre 2017

5 COSE DA NON FARE IN UNA MESSINSCENA CON I BAMBINI



Parliamo di spettacoli con i bambini realizzati a scuola e in altri ambiti di socializzazione (dall'età della scuola primaria in poi) e curati da educatori e insegnanti non necessariamente preparati in materia. Cosa NON fare?

1. Evitate di scegliere una perfomance al di sopra delle possibilità del gruppo di bambini (e delle vostre, come registi). La riuscita di uno spettacolo dipende da molti fattori, anche dalle situazioni, dai mezzi e dal tempo a disposizione. Meglio una proposta semplice, ma dignitosa, magari alternativa alla classica messinscena con i dialoghi a memoria. Prendete in considerazione anche altre forme, letture sceniche o un ibrido tra lettura e recitazione, o altro. Scegliete l’idea più semplice e fattibile e cercate di realizzarla al meglio. La semplicità premia.

2. Potendo scegliere, non utilizzate come luogo dello spettacolo uno spazio sovradimensionato. Se non avete così tanti bambini e nemmeno un pubblico non così numeroso, meglio uno spazio raccolto: altrimenti il rischio è che tutto si sminuisca. Gli spazi più grandi richiedono anche maggiori attrezzature per le luci e l’audio. Siate raccolti, si sentirà meglio la voce, si vedranno meglio i piccoli attori e ci sarà maggiore attenzione.

3. Non trascurate azioni, movimenti in scena, entrate e uscite dei personaggi. Il teatro non è solo parola, potrebbe essere fatto anche senza parlare. Si nota spesso una totale mancanza di attenzione ai movimenti. Prevedete gli spostamenti e le posizioni, segnate con lo scotch sul pavimento le postazioni stabilite (i punti principali in cui i bambini devono fermarsi). Fate poi in modo che non s’impallino (cioè non si coprano tra di loro, devono essere sempre visibili tutti dal pubblico).

4. Se usate un’amplificazione, cercate di non usare il microfono unidirezionale, il cosiddetto gelato, facendolo passare di mano in mano. Uccide l'attenzione, disintegra la concentrazione, massacra la magia di qualsiasi momento. Preferite piuttosto dei panoramici ben piazzati. Sono omnidirezionali e hanno un raggio più ampio di azione, quindi non c'è bisogno che stiano attaccati alla bocca.

5. Non spendete cifre astronomiche per costumi sontuosi e scenografie: con creatività, con le idee, si possono realizzare costumi bellissimi, essenziali e poco costosi, possibilmente concepiti tutti con un criterio omogeneo, per dare unitarietà allo spettacolo. Così per le scene. Se proprio avete qualche soldino da spendere, procuratevi qualche attrezzatura in più per l'audio e per le luci, dato che spesso c'è carenza di questo materiale.

Infine: il teatro per i bambini è un gioco. E gioco deve rimanere. Uno spettacolo non dev’essere per loro un peso, uno strazio. E nemmeno per i genitori che li vanno a vedere!





SCRIVERE UNO SPETTACOLO PER I BAMBINI. DIECI CONSIGLI PER INIZIARE

Chi fa l'insegnante, l'educatore, l'animatore e lavora quindi con i bambini si sarà trovato, almeno una volta nella vita – ma spesso di più – ad affrontare l'esigenza, o il desiderio, di allestire uno spettacolo, una recita (a Natale per esempio, o a fine anno scolastico). La situazione ottimale è affidarsi a esperti che sappiano guidare i bambini in un percorso teatrale che sia anche formativo. Il teatro è una splendida occasione di crescita e varrebbe proprio la pena sfruttare tutte le sue possibilità. Non sempre però si può disporre di figure esterne specializzate in materia, e quindi non resta che optare per il fai da te. A cominciare dal testo da mettere in scena.

Ecco dieci punti da tenere in considerazione per affrontare la fase della scrittura.

1. Partite da una storia, che abbia un trama riconoscibile, un inizio, uno sviluppo e una fine. Può essere una storia inventata da voi, o già esistente (per esempio potete attingere dalle fiabe o dalle leggende popolari). Una storia ovviamente alla portata dell'età dei vostri bambini.

2. Raccontate la storia ai bambini, osservate le loro reazioni, iniziate a farli partecipare.

3. Chiedete ai bambini di drammatizzare la storia, facendo fare loro i personaggi a rotazione, per vedere che frasi, parole e azioni useranno. E prendete appunti.
 

4. Stesura del copione. Ovviamente il copione non serve per i bambini piccoli, che ancora non leggono: non possono avere dialoghi da imparare a memoria, per loro l'approccio con il teatro sarà diverso, specifico, prevalentemente ludico. Nello scrivere il copione considerate quanti bambini avete e prevedete un numero di personaggi che offra visibilità a tutti. Come? Prendete esempio dai cartoni della Disney: rendete importanti i personaggi che magari in una storia sono minori. Se non ci sono, inventateli. Prendiamo Cappuccetto Rosso: non ha senso far recitare quattro Cappuccetti Rossi e cinque lupi. Fate parlare gli alberi del bosco, i fiori, gli animali. Possono interagire con i protagonisti, fare da narratori, da commentatori. E diventare personaggi molto divertenti e di spicco.
 

5. Non infilate tirate moralistiche e pappardelle didattiche nei dialoghi. Il significato e il messaggio dello spettacolo deve venire fuori dallo spettacolo stesso: altrimenti vuol dire che non è scritto bene.

6. Dovendo prevedere diversi luoghi in cui si svolge la vostra storia, tenete presente, già dalla stesura, che non avrete a disposizione il palco girevole del Sistina, né Dante Ferretti per le scenografie. Se volete una principessa che si affaccia dalla torre in cima alla montagna dovrete essere capaci, in sede di allestimento, di evocarlo con i mezzi che avete. Di solito con una scena neutra e dei praticabili (pedane, piani rialzati ecc.), si può immaginare tutto. È la magia del teatro. Non è però facilissimo pensare una soluzione se non avete l'esperienza sufficiente, quindi semplificate il più possibile i cambi di ambientazione.

7. Vietato mettere nei dialoghi parole tipo “stupido”, “cretino”, eccetera. Mi è capitato di leggere parecchie volte copioni scritti da insegnanti – addirittura da catechisti – con un linguaggio di questo tipo. So bene che nella vita di tutti i giorni si usa e magari fa ridere. Ma no. No, no!

8. Quando finite di scrivere il vostro copione, leggetelo a voce alta. Se ci sono intoppi nelle parole, frasi difficili, lungaggini, espressioni poco naturali, ve ne accorgerete facilmente e potrete fare le dovute correzioni.

9. Prima di iniziare le prove organizzate con i bambini delle letture a tavolino. Questo vi aiuterà a definire le parti da assegnare insieme a loro, testare la scorrevolezza del testo, i ritmi, e la durata. Ricordate che la recita è bella quando dura poco.

10. Se non avete una buona idea per una storia o una preferenza su quella da scegliere, se non avete tempo, o voglia, o pazienza per scrivere un copione fai da te, prendetene uno già scritto. Occhio però, dovrete comunque adattarlo. Buon lavoro! 




martedì 21 marzo 2017

ACQUA BENE COMUNE



Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua: per ricordarci ogni anno che l'acqua è un bene prezioso e progressivamente diventa più scarso. E viene inquinato senza pietà. 

Quanto ne siamo realmente consapevoli? 
In alcune zone del pianeta si consumano già conflitti per il controllo delle risorse idriche, e nel futuro quest’elemento è destinato a divenire sempre più strategico e preminente persino rispetto all’attuale interesse per il controllo del petrolio.
Ancora troppi negazionisti pensano che non ci sia questo rischio e sorridono quando si parla di desertificazione e di tracollo ambientale. Sarebbe bello: gli studi più seri però ci dicono il contrario. E quindi c'è poco da stare allegri.

Il World Water Day nell'edizione del 2017 punta l'attenzione soprattutto sul problema delle acque reflue da ridurre, depurare e riutilizzare, basandosi su uno degli obiettivi sostenibili dell'Onu: «migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche, riducendo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale». L'intento principale è rendere accessibile l'acqua potabile a più popolazioni possibili.
  
Cosa può fare ognuno di noi?
Nel nostro piccolo, nella vita di tutti i giorni, possiamo almeno adottare semplici comportamenti che contribuiscano a ridurre i consumi idrici e l'inquinamento. Per esempio:

• Preferiamo la doccia al bagno: permette di consumare meno acqua. Usiamo con parsimonia shampoo e saponi e possibilmente scegliamo quelli meno inquinanti.

• Quando ci laviamo le mani e i denti, non lasciamo sempre aperto il rubinetto, ma facciamo scorrere l’acqua solo quando serve.

• È preferibile usare lavatrici e lavastoviglie quando sono a pieno carico: ciò permette di risparmiare grandi quantità di acqua.  
• Possiamo annaffiare le piante del nostro terrazzo anche con l'acqua utilizzata per lavare la frutta e la verdura.  
• Non gettiamo nello scarico del lavandino o nel WC oli e grassi di cucina. Un litro di olio può inquinare un milione di litri di acqua.
• Usiamo detersivi biologicamente degradabili, mantenendo comunque il dosaggio il più basso possibile.

• Non usiamo il WC come pattumiera, gettando rifiuti solidi o sostanze tossiche. Questi creano problemi alla rete fognaria, andando ad aumentare i costi della depurazione.

• Non gettiamo alcun tipo di rifiuto (bottiglie, vasetti, ecc.) nei mari, nei fiumi, nei laghi, sulle spiagge: non sono discariche!
 
Il valore dell'acqua e i bambini
Chi lavora nel campo educativo ha la responsabilità di sensibilizzare i bambini a un approccio nuovo nei confronti dell'ambiente: non più di sfruttamento delle risorse, ma di rispetto e salvaguardia. Con l'assoluta convinzione che dalla salute e dalla sopravvivenza dell'ambiente dipendano anche la salute e la sopravvivenza dell'uomo.

Le modalità con cui i più piccoli recepiscono più facilmente stimoli e messaggi sono quelle che si inseriscono nel loro vissuto e nel loro immaginario, intervenendo anche a livello emotivo.

Qui di seguito, i link riportano a pagine con filastrocche, storielle e leggende sul tema dell'acqua, da poter utilizzare a scuola e a casa.


Gocciolina gocciolina
Dalla sorgente, al cielo, al mare: i
l ciclo dell'acqua in rime e strofe.


Filastrocca dell'acqua 
Dov'è l'acqua? Dove c'è la vita, lei non può mancare...

Il lamento dell'acqua
 
Un'antica leggenda palestinese: un sultano, il suo visir e l'acqua che bollendo canta e piange nel pentolone.
Una ninfa innamorata, un grande dolore e la nascita di una famosa sorgente.

Indovinelli sull'acqua
 
Tutti in rima, quanto facili saranno? Quanti sono i bambini che indovineranno?


Per chi invece lavora con i più grandini, ecco una storia che parla di acqua, d'ambiente e anche d'amore e coraggio: Ondina, un tesoro in una nuvola, spettacolo teatrale e musicale da mettere in scena con i ragazzi (opera vincitrice del Premio Nazionale Gianfranco Merli per l'Ambiente 2009).

Pandemia: se lo spettacolo dal vivo non si può fare

«È stato molto bello ed alternativo realizzare a distanza la recita di fine anno. Con questa esperienza ho imparato molte cose, “non bisogna...